Il messaggio politico è chiaro: Milazzo deve contare di più e il sindaco non intende più accettare che le decisioni sulla città vengano assunte altrove.
Il Sindaco Pippo Midili nel corso di una diretta social apre una nuova fase del suo mandato e lo fa alzando il livello del confronto con le istituzioni e, contemporaneamente, prendendo le distanze da quei meccanismi del centrodestra provinciale che, a suo giudizio, non hanno riconosciuto adeguatamente il peso politico e amministrativo della città.
Nel mirino finiscono soprattutto Autorità di sistema portuale, Soprintendenza e Città metropolitana, ma il passaggio più significativo riguarda i rapporti con i partiti. Midili rilancia infatti il progetto civico che ha caratterizzato la sua esperienza amministrativa e annuncia per il prossimo mese la nascita di una costituente civica di centrodestra, aperta anche alle componenti moderate e centriste. Non una nuova sigla fine a se stessa, chiarisce il sindaco, ma un progetto politico che parte dall’esperienza amministrativa di Milazzo e rivendica autonomia rispetto alle decisioni assunte a livello provinciale. Il rapporto con il centrodestra, dunque, resta, ma a condizione che sia fondato sul rispetto dell’amministrazione e della rappresentanza espressa dagli elettori.
È il porto, tuttavia, a rappresentare il terreno dello scontro più duro.
Midili contesta l’ipotesi di destinare 100 milioni di euro al porto di Reggio Calabria mentre Milazzo, secondo la sua ricostruzione, non avrebbe ricevuto un’attenzione adeguata rispetto al ruolo che il suo scalo svolge. Una questione che il sindaco intende affrontare andando alla radice: «Bisogna capire quanto Milazzo produce e quanto viene restituito alla città».
La richiesta è precisa: un intervento strutturale per riaprire alla città il fronte portuale, compresa l’area oggi occupata dagli uffici. Per farlo, secondo Midili, potrebbero essere sufficienti 10-12 milioni di euro. Una cifra ben diversa da quella annunciata per altri interventi portuali e che, nelle intenzioni del Comune, dovrebbe servire a cambiare il rapporto tra Milazzo e il suo porto.
Il sindaco è pronto a interrompere, almeno fino a quando non arriveranno risposte concrete, i rapporti con l’Autorità portuale. Una posizione che arriva dopo una storia di confronto non sempre semplice, nonostante non siano mancati momenti di collaborazione concreta tra Comune e Authority. Ancora a settembre, ad esempio, Comune e Autorità avevano concordato un intervento congiunto per affrontare la storica criticità degli allagamenti di largo Buccari.
Adesso, però, Midili chiede un cambio di passo. E guarda anche al Ministero delle Infrastrutture, al quale è stato richiesto un incontro per affrontare la questione degli immobili portuali di proprietà ministeriale. L’ipotesi è quella di ottenere una concessione di lunghissima durata, fino a 90 anni, per restituire quegli spazi alla città.
La partita non riguarda soltanto il presente. Il sindaco vuole che il futuro Piano regolatore del porto, previsto per il 2028, venga costruito insieme a Milazzo. Non un progetto già confezionato da sottoporre successivamente all’amministrazione, ma una programmazione nella quale la città possa incidere sulle scelte strategiche.
La stessa richiesta di maggiore rispetto istituzionale viene rivolta alla Soprintendenza e alla Città metropolitana. Midili contesta una modalità di rapporto che, nella sua lettura, rischia di relegare Milazzo a un ruolo marginale. E la questione istituzionale diventa così anche una questione politica.
Perché la nuova fase annunciata dal sindaco parte proprio da qui: più autonomia dalla politica dei partiti, ma senza rompere con il centrodestra. Midili vuole infatti mettere attorno allo stesso tavolo le forze moderate che intendono sostenere l’esperienza amministrativa milazzese, rivendicando il ruolo di quella che considera una delle principali realtà di centrodestra della Sicilia orientale.
L’annuncio della costituente civica di novembre rappresenta quindi il passaggio politico più rilevante. Un progetto che punta a superare le tradizionali appartenenze e a costruire una struttura politica radicata in città, senza però rinunciare al riferimento al centrodestra.
Il sindaco accompagna questa svolta con la difesa del lavoro svolto nei cinque anni e mezzo di amministrazione, ricordando gli anni difficili della pandemia e rivendicando gli interventi realizzati e programmati. Strade, marciapiedi, impianti sportivi, sostegno alle famiglie in difficoltà e valorizzazione del patrimonio restano tra le priorità.
E proprio la valorizzazione del patrimonio sarà uno dei compiti della Fondazione Milazzo, destinata a partire nel 2027 e chiamata a occuparsi di turismo, cultura, grandi eventi e della Cittadella fortificata. Il progetto prevede anche il coinvolgimento di soggetti privati.
Ma la vera sfida del nuovo mandato sembra essere un’altra: misurare il peso politico di Milazzo fuori dai confini del Palazzo dell’Aquila.
MIDILI: “MILAZZO DEVE CONTARE DI PIÙ. LA CITTÀ PROTAGONISTA NELLE SCELTE SUL PORTO E SUL TERRITORIO”/ Il sindaco annuncia una nuova fase del mandato: confronto con le istituzioni e rilancio del progetto civico di centrodestra
